La Commissione ha individuato quale candidatura italiana al Premio del Consiglio d’Europa il Progetto Agri Gentiun. Landscape regenaretion” riconoscendo allo stesso la capacità di aver messo in pratica di principi della Convenzione Europea del Paesaggio, in ogni suo punto, attraverso politiche di eccellenza, in particolare per:

a. la capacità di coniugare la tutela e la valorizzazione del singolare patrimonio culturale costituito dalle antiche testimonianze archeologiche della Colonia Greca, fondata nel VI secolo a.c., e diventata una delle più importanti città del mondo mediterraneo, con il recupero della memoria storica di antiche pratiche produttive, con il fine di riproporle e svilupparle per la creazione di prodotti di eccezionale qualità, capaci, da soli, di raccontare un territorio di estrema bellezza;

b. la capacità dimostrata di assumere un ruolo di catalizzatore delle buonepratiche già poste in essere nel territorio, sostenendole e inserendole in un programma di gestione di ampio respiro progettuale in cui i valori culturali propri del territorio costituiscono elementi cardine per un processo di sviluppo e di attuazione; quali i progetti che già hanno avuto menzioni speciali del Ministero riguardanti il recupero della tratta dismessa delle Ferrovie Kaos e la realizzazione del giardino con specie storiche realizzato nella kolimbethra.

c. la capacità di sviluppare una cooperazione tra soggetti pubblici e privati considerata quale concreto elemento di forza per una tutela paesaggistica attiva e di rigenerazione ambientale;

d. le strategie adottate nel mettere in pratica le finalità espresse nel riconoscimento del Parco Archeologico e Paesaggistico della valle dei Templi quale sito UNESCO;

e. i benefici indotti nei soggetti che operano nel settore della produzione agricola, incoraggiando il ricorso ad antiche tecniche biocompatibili, nelle aree protette del Parco date in concessione;

f. aver attivato la ricerca e gli studi finalizzati alla valorizzazione della componente significativa costituita dalla ruralità nelle aree del Parco, i cui esiti hanno permesso la creazione di nuove forme di conoscenza didattica e turismo quali ad esempio:

– I Patriarchi vegetali della Valle dei Templi: itinerario di visita alla scoperta di monumentali esemplari di olivi, carrubi e mirti inseriti nel volume “I grandi alberi di Sicilia”. Una planimetria illustra l’intero percorso e contiene anche le schede delle caratteristiche morfologiche di ogni singolo esemplare, cenni sull’origine, la diffusione, la storia, i miti classici e gli usi nella tradizione.

– La realizzazione del Laboratorio per la caratterizzazione e conservazione del germoplasma di mandorlo, olivo e pistacchio.

– Il Museo Vivente del Mandorlo “Francesco Monastra”, un campo-collezione che conserva circa 300 varietà tradizionali dell’antica mandorlicoltura siciliana. Oltre che a conservare la biodiversità, ha anche la funzione di mostrare, con finalità didattiche, le tecniche colturali dell’agricoltura tradizionale.

– La banca di germoplasma, servirà a valutare le varietà in funzione del loro valore paesaggistico e potrà stimolare la promozione di produzioni pasticciere, legate al mandorlo e ai suoi prodotti. Un originale esempio di musealizzazione all’aperto.

– Mostra sul Museo Vivente del Mandorlo “Francesco Monastra” a MILANO EXPO 2015, all’interno del Cluster BioMediterraneo, in occasione del Convegno “Frutta secca” in cui il Parco ha contribuito con una relazione dal titolo: “Il Museo del Mandorlo: una preziosa banca genetica”.

– Progetto Mille Mandorli nella Valle dei Templi. Ha permesso di mettere a dimora nella valle mille piantine di mandorlo al fine di contribuire alla ricostituzione dell’antico patrimonio mandorlicolo danneggiato.

– la capacità di coinvolgimento della popolazione locale, rafforzando la sensibilità e la consapevolezza pubblica verso i valori del paesaggio, quale elemento imprescindibile di crescita culturale per il raggiungimento di un benessere individuale e collettivo.

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